Roma vista dal cielo1931


L’Italia vista dal cielo. 1931 «Ecco la musica del cielo con tubi d’orgoglio flautati, trapani ronzanti da scavatori di nebbie, vocalizzi di gas entusiasti; martelli sempre più ebbri di rapidità e radiose eliche applaudenti. Ronza, brilla e ride fra gli scintillii turchini dell’orizzonte l’ampia musica di Balbo e degli Atlantici […] Rombo, rombo, rombo dei motori che passano a pochi metri dalla mia testa …». Così Filippo Tommaso Marinetti commenta nel 1931 l’impresa di un gruppo di quattordici idrovolanti comandati dal generale Italo Balbo che portano a compimento la prima crociera atlantica seguendo il percorso Orbetello-Rio de Janeiro. Il culmine delle gesta aviatorie viene raggiunto con la crociera aerea del Decennale (organizzata per celebrare i primi dieci anni di vita dell’Arma), quando otto squadriglie di ventiquattro velivoli decollate da Orbetello atterrano a Chicago e New York. Si tratta della migliore dimostrazione della capacità di compiere grandi imprese aviatorie “di massa”, dopo che singoli piloti erano riusciti a conquistare i primati mondiali di velocità, di durata, di distanza e di altezza. Sono i tempi d’oro dell’aviazione, che proprio allora vive il suo più pieno sviluppo in tutto il mondo e, specialmente, in Italia: dal marzo del ‘23, infatti, con il supporto del governo l’aviazione militare si costituisce in forza armata, e il periodo compreso fra la seconda metà degli anni Venti e gli anni Trenta vede un susseguirsi di grandi e spettacolari raid e trasvolate aeree, che catturano inevitabilmente l’attenzione dei mass-media imponendo agli occhi del grande pubblico le macchine volanti e i loro temerari piloti. Nel 1925 Francesco de Pinedo vola per 370 ore dall’Europa all’Asia passando attraverso l’Australia, due anni dopo compie una crociera aerea di 46.700 chilometri. Tra il maggio e il giugno del ’28, per iniziativa del ministro Italo Balbo, viene compiuta la prima navigazione aerea di gruppo nel Mediterraneo occidentale, con una aerobrigata e due stormi, lungo il tragitto Italia-Spagna-Italia, inaugurando così il moderno metodo di addestramento fondato sull’azione collettiva. L’anno successivo si svolge una crociera mediterranea che tocca le città più significative del Mediterraneo orientale (Alessandro Ferioli, «Futurismo e Aviazione», Rivista Aeronautica, n. 1, 2001, pp. 116-123). Nel 1931 viene inaugurato a Roma il monumentale Palazzo dell’Aeronautica, progettato dall’ing. Roberto Marino. L’opera testimonia l’immagine forte voluta per l’Italia da Balbo, Maresciallo dell’Aria e Primo Ministro dal 1926 al 1933, che commissiona l’imponente struttura. Realizzato in soli due anni, il Palazzo è dotato di attrezzature assolutamente di avanguardia per l’epoca (posta pneumatica, ascensore Paternoster, aeromensa per 1.500 persone, impianto di aria calda e fredda) e contempera un sobrio funzionalismo con la rilettura ‘mediterranea’ del linguaggio del classicismo. Dipinti ed apparati decorativi, concentrati negli ambienti di rappresentanza, raffigurano il tema del volo, del viaggio, del cielo, del mondo finalmente visto dall’alto sotto forma di grandi atlanti, mappe, vedute di città esotiche, per le quali ci si servì di certo della nascente fotografia aerea. Nel 1931 viene inaugurata anche la prima mostra di aeropittura, presso la “Camerata degli artisti” a Roma in piazza di Spagna per celebrare la prima traversata atlantica organizzata da Balbo, da Orbetello a Rio de Janeiro. Il Manifesto dell’aeropittura del 1929 viene firmato da Balla, Benedetta, Depero, Dottori, Fillia, Marinetti, Prampolini, Tato e Somenzi. Il volo ha un ruolo fondamentale anche nella formulazione dei due principali manifesti marinettiani: nel Manifesto del Futurismo (1909) nell’elenco degli oggetti e delle situazioni che i futuristi si propongono di prendere a ispirazione della loro arte è indicato espressamente « … il volo scivolante degli aeroplani, la cui elica garrisce al vento come una bandiera e sembra applaudire come una folla entusiasta». Il Manifesto tecnico della letteratura futurista (1912) - che contiene le norme per costruire la nuova forma del periodo letterario – è invece ispirato direttamente dall’elica dell’aeroplano, simboleggiante la nuova civiltà meccanica che uccide l’io letterario e la psicologia. Nel 1929, poi, lo stesso Marinetti dava alle stampe, in collaborazione con l’aviatore Fedele Azari, il Primo dizionario aereo italiano, che costituisce la prima raccolta sistematica al mondo della terminologia aviatoria, allora entrata nell’uso come linguaggio tecnico dei piloti e degli appassionati sportivi, ma ancora trascurata dai dizionari tradizionali. Il metodo di Marinetti si basa sulla italianità assoluta di tutti i vocaboli, la precisione tecnica, la chiarezza (anche per quanto riguardava l’etimologia e il significato letterale) e la “vitalità” della parola, che deve avere una rispondenza precisa al gergo dei piloti. Lo scopo dichiarato è quello di «verbalizzare la già esistente sensibilità aviatoria», e fornire al tempo stesso uno strumento esegetico per una migliore comprensione della nuova poesia aerea. In quello stesso periodo si sviluppa l’“aeropoesia”: nel 1931 viene pubblicato il Manifesto dell’aeropoesia, quattro anni dopo l’Aeropoema del Golfo della Spezia. Secondo la poetica futurista tutte le sensazioni visive, uditive e tattili devono essere rappresentate con una simultaneità tale da riprodurre le caratteristiche della velocità dell’aeroplano: le parole in libertà, senza punteggiatura e con un forte contrasto di tempi e verbi, rispecchiano la simultaneità degli stati d’animo più diversi. Le foto esposte in questa mostra risalgono al 1931 e riflettono pienamente il clima culturale dell’epoca. Rappresentano alcune tra le prime visioni aeree della capitale scattate da una squadra dell’Aeronautica Militare (pilota Danieli Renato, motorista Pessore Beniamino). Le immagini sono inserite all’interno di un progetto che vede fotografato lo stivale dal Monte Bianco alle eruzioni del Vesuvio e dell’Etna, adottando uno spirito critico d’avanguardia nella sperimentazione sistematica della fotografia aerea che ricorda da vicino l’atmosfera dei dipinti di Tato e degli artisti futuristi.

Libreria Antiquaria Sonia Natale.

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